Tra emozioni e identità: guida all'autodeterminazione adolescenziale

La fase adolescenziale è caratterizzata da uno sviluppo a livello fisico, cognitivo, sessuale, emotivo ed affettivo, che comporta per ogni livello l'emergere di emozioni spesso in contrasto tra di loro.

pexels mododeolhar 1964072Fortunatamente esistono strategie con le quali gli adulti possono sostenere questo periodo, complesso e intenso ma indubbiamente straordinario.

Per aiutare un ragazzo ad affrontare il turbine emotivo dell’adolescenza e sostenerlo nel suo percorso di crescita si può assumere un ruolo che combini guida e comprensione.
I cambiamenti a livello fisico, le nuove esperienze, i nuovi contesti vissuti, generano nei giovanissimi emozioni contrastanti tra di loro ma a volte conseguenti. Ecco perché il ruolo di genitore può essere quello di offrire stabilità e supporto, in un sostegno non giudicante che rappresenta una base sicura da cui ogni ragazzo può esplorare e crescere affrontando le varie tappe che si presenteranno sul proprio percorso.

Gli adolescenti spesso provano le emozioni in modo estremo: tutto diventa bianco o nero, non ci sono sfumature, di conseguenza è difficile capire cosa stia accadendo loro e, quindi, razionalizzare, per poter risolvere il problema. 
Dimostrarsi un punto di riferimento, fornendo pensieri e considerazioni senza imporre le proprie opinioni, può offrire al ragazzo guida e orientamento in un momento in cui dominano dubbi e incertezze. 


Poiché in adolescenza i rapporti si fanno più complicati, il non riconoscere i propri stati d’animo rende difficile comprendere anche quelli delle persone intorno, generando difficoltà relazionali. 
Spesso gli adolescenti cercano qualcuno che sappia ascoltare, più che parlare. E’ importante riuscire a offrire ai giovani un tempo e uno spazio sicuri all’interno del quale poter esprimere i propri vissuti senza paura di essere giudicati, o a volte semplicemente poter ragionare ad alta voce con un ascoltatore attivo capace di comprensione ed empatia.
 La fase adolescenziale diventa un passaggio verso una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni ma, prima che questa transizione si stabilizzi, i ragazzi potranno vivere una fase di confusione emotiva, dovuta all’insieme dei cambiamenti che stanno affrontando e che coinvolgono appieno la loro persona. In generale i ragazzi potranno vivere propri sentimenti in modo amplificato e confuso e potrebbero avere difficoltà nel riuscire a riconoscere e distinguere tra loro le diverse emozioni.


Il messaggio principale è quindi riuscire a trasmettere ai giovani che vivere le emozioni, negative o positive che siano, non è un male da evitare, ma un’esperienza da vivere per crescere. È importante in questa fase trasmettere loro che non devono essere perfetti ma cercare di essere se stessi. 
Condividere le proprie debolezze, insicurezze, esperienze di adulti può rassicurare e offrire un panorama realistico ma positivo, nel quale il ragazzo può immedesimarsi nei vissuti di chi ha già sperimentato certe situazioni e ha trovato una strada per uscirne. Non importa che sia stata facile, sbagliata, efficace, inutile, drammatica, risolutiva: la vita è ricca di imprevisti e cambi di direzione, ma alla fine l’obiettivo è tornare su un terreno sicuro.

L’adolescente sente il bisogno di affermare la propria individualità e di essere riconosciuto come persona. A volte i genitori fanno fatica ad accettare che il figlio non gli somigli e tendono a soffocare oppure ostacolare le differenze ed in questo modo aumentano il desiderio di ribellione ed amplificano le distanze generazionali. Incoraggiare i ragazzi ad esplorare le varie facce della propria identità apre le porte a varie possibilità. E nella migliore delle tradizioni, il buon esempio è la migliore scuola. Più di mille parole, di trattati e teorie, mostrare comportamenti positivi e sani offre modelli che potranno aiutare ad affrontare le sfide in modo costruttivo e a gestire le emozioni, proprie e degli altri.
Qualche incontro di educazione parentale con un professionista può essere di grande aiuto nel prendere consapevolezza delle dinamiche, evidenti o sotterranee, alla base delle relazioni.
 Il conflitto con l’adulto è spesso legato ad un bisogno di differenziazione e di espressione della propria personalità ed individualità. Per aiutare il processo di individualizzazione è necessario riconoscere l’altro come persona diversa da sé nel pensiero, nel temperamento o negli interessi.


I ragazzi necessitano di essere considerati dagli adulti come individui autonomi, poiché ciò permette loro di imparare a conoscersi, a vedersi ed a riconoscere il loro valore, accrescendo la sicurezza e l’autostima. È come un gioco di specchi in cui se vengono visti imparano a vedersi e, quindi a conoscere loro stessi.
I ragazzi hanno bisogno di capire che in questo periodo di cambiamenti e nuove esperienze, vivere sia i momenti di gloria che delusioni è umano e naturale, e non per questo ci si deve arrendere. Non bisogna far crescere i ragazzi in un contesto dove l'errore o un difetto siano indice di "persona sbagliata". E’ spesso forte il bisogno di credere in se stessi e in ciò che sono. Accettando la possibilità di sbagliare e vivendo i momenti così come vengono, i ragazzi potranno avviarsi alla vita adulta con maggiore consapevolezza. I genitori hanno l'onere di essere genitori e non amici, di guidarli, di spronarli ad andare oltre le loro paure, cercando di essere delle guide e degli esempi e non dei giudici di se stessi e degli altri. 
Se è vero che i ragazzi durante l'adolescenza si allontanano dal nucleo familiare per crearsi una nuova identità, è vero anche che hanno bisogno di punti fermi, di punti di riferimento che facciano loro da strada. Hanno bisogno di regole ma anche di essere accolti nelle loro emozioni. Nessuna emozione va negata, nessuna emozione va temuta.

I giovani hanno bisogno di condividere in modo autentico le emozioni, gli stati d’animo e i cambi di umore; hanno bisogno di trovare negli interlocutori la capacità di comprendere e contenere, senza giudicare, sentendosi accolti e ricevendo feedback costanti.


In altre parole, i ragazzi di questa età hanno bisogno di arricchirsi, di essere riconosciuti, vivere relazioni nutrienti. Ricordiamoci che il termine adolescente come adulto deriva dal latino adolesco che significa mi nutro, per l’adolescente, e colui che si è già nutrito, per l’adulto.
Accogliamoli, mettendoci in una posizione di ascolto, di osservazione, con curiosità e senza giudizio. Troviamo il modo di normalizzare tutto quello che sentono: anche se non capiamo fino in fondo, dobbiamo legittimare qualsiasi emozione. Possiamo non legittimare i comportamenti, ma quello che sentono sì.
I ragazzi vanno accompagnati a scoprire chi sono, qual è il loro temperamento, quali sono i loro desideri. In questo modo potranno identificare e costruire i vari aspetti della propria identità, scoprendosi al di là dei condizionamenti sociali o familiari. 
Nel percorso verso la definizione della personalità, la scoperta delle attitudini, la maturazione di ciò che è ancora acerbo, potrebbe non essere sufficiente l’impegno personale. A volte un supporto professionale, maggiormente preparato ad affrontare le fasi più cruciali della crescita, permette di disporre di un altro punto di vista, sia per quanto riguarda le componenti emotive sia per gli aspetti cognitivi e relazionali, in modo che ogni elemento della famiglia possa vivere il proprio equilibrio e sentirsi parte della propria realtà.

Con gli strumenti giusti è possibile superare ogni ostacolo